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Nel Lazio vergognosa situazione per i pendolari

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Immagine articolo - Il sito d'Italia

Vita da cani? No, da pendolari nel Lazio. Sembra sempre più dura,  infatti la condizione di chi è costretto a viaggiare per  lavoro dalla provincia alla Capitale.

Treni affollati,  talmente affollati da rischiare malori , soprattutto ora che il caldo comincia a farsi sentire.

Il tratto ferroviario che collega Roma a Civitavecchia e al litorale alto laziale è impraticabile negli orari di punta, e da Roma non c’è possibilità di arrivare in treno oltre Civitavecchia nella fascia oraria mattutina.

I treni, inoltre, sono in condizioni fatiscenti ed anche nel migliore dei casi, cioè quando si trova un posto seduti, troppo spesso si trovano  sedute sporche e bagni inagibili dalla sporcizia, vere e proprie latrine, o chiusi per guasto.

Come si può far viaggiare un treno con bagni inagibili? Abbiamo personalmente appurato il mancato funzionamento dei servizi di un intero convoglio sul treno delle 18.08 che da Roma Termini  finisce la sua corsa a Pisa Centrale, treno che  serve ben 6 paesi del litorale laziale ad alta densità di popolazione pendolare come Ladispoli, Cerveteri, S. Marinella, Civitavecchia, Tarquinia e Montalto di Castro.

I viaggiatori - spesso anche i turisti delle navi da crociera ormeggiate al porto di Civitavecchia – sono costretti a viaggiare stipati come in carri bestiami, al limite del decoro e della dignità umana, respirando aria viziata, non potendo usufruire del bagno, non potendosi sedere e spintonati continuamente dai passeggeri  che via, via salgono alle diverse fermate.

Non solo,  negli ultimi mesi, a causa- così dice Trenitalia- di lavori sul tratto ferroviario Roma Civitavecchia, alcuni treni Vivalto che percorrono questo tratto sono soppressi ,  i viaggiatori/ lavoratori sono perciò costretti a servirsi dei treni regionali Roma- Grosseto e Roma-Pisa , il viaggio si trasforma in un inferno, almeno fino a Ladispoli dove c’è la prima discesa di massa e si ricomincia a respirare,  questi treni per sopperire alla soppressione dei convogli precedenti sono costretti  a fare fermate aggiuntive a  Roma Aurelia, Torre in Pietra, Maccarese e Santa Severa.

Che figura ci fa l’Italia con i turisti? Ma soprattutto che rispetto ha l’amministrazione regionale per i lavoratori pendolari del suo territorio?

Se un treno è già pieno quando parte da Roma Termini come si può pensare di gravarlo dei passeggeri di così tante stazioni senza potenziarlo? C’è  da dire che per la sostituzione vengono impiegati treni con minor  numero di posti rispetto ai  Vivalto che viaggiano nella provincia di Roma, i viaggiatori rischiano costantemente malori per il sovraffollamento e la mancanza di servizi.

A queste domande vorremo sentir dare una risposta dagli amministratori e dagli enti preposti, invitando la Regione Lazio a ragionare su l’eventuale possibilità di un protocollo d’intesa con Autostrade per l’Italia Spa per  promuovere la possibilità di un abbonamento o una riduzione del pedaggio autostradale per  i  lavoratori che devono spostarsi ogni giorno dalla provincia a Roma dandogli così la possibilità di poter scegliere anche  di muoversi in macchina tenuto conto de i disservizi del servizio ferroviario.

Manda i tuoi comunicati stampa a: [email protected]